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Approfondimenti

Il massacro di Srebrenica

 

Durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina le forze serbo-bosniache riuscirono a compiere uno dei peggiori genocidi, il massacro di Srebrenica avvenuto l’11 luglio 1995. Era l’estate del 1995 e la guerra in Bosnia stava per finire. La città di Srebrenica, un’enclave musulmana protetta dai Caschi Blu dell’ONU pesto cadrà nelle mani del generale Mladić. Nonostante Srebrenica fosse “zona di sicurezza”, ciò non impedì ai serbi di entrare nella città il 9 luglio 1995, superando diversi avamposti dell’ONU presidiati da soldati olandesi e prendendo trentadue di loro in ostaggio. Il comandante olandese, chiese con urgenza l’incursione aerea della Nato, ma la richiesta fu trasmessa a Zagabria, dove i funzionari dell’ONU lasciarono passare alcuni giorni per valutarla. Mentre l’assedio della città era duro e spietato, e la popolazione senza cibo e medicine, l’11 luglio aerei dell’Alleanza furono autorizzati ad entrare in azione, ma dopo aver colpito due carri serbi fu loro ordinato di sospendere l’attacco perché i serbi minacciavano di uccidere i trentadue soldati olandesi. 

La pulizia etnica in Bosnia ed Erzegovina

 Roux osserva che “sulla natura delle pratiche denunciate dagli osservatori CEE, delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie in Bosnia ed Erzegovina, non esistono dubbi, anche se tanti aspetti particolari non sono conosciuti. Gli indesiderabili vengono individuati e segnalati sulle liste, una parte di loro viene arrestata e internata nei campi, su altri vengono esercitate pressioni per indurli ad allontanarsi dopo avere, per iscritto, rinunciato ai loro beni ed essersi impegnati a non fare ritorno. Militanti e delatori collaborano in questa azione, incoraggiata e in qualche modo giustificata dai partiti politici al potere. L’ampiezza della “purificazione etnica” e la celerità della sua applicazione fanno supporre che si tratti di un piano concertato, concepito nelle sue linee essenziali da coloro che lo hanno promosso, e quindi strettamente connesso alla componente nazionalistica della loro cultura”. 

Libano

C'è forse una relazione tra il bombardamento del Libano e l'inaugurazione del più grande oleodotto strategico del mondo, che trasporterà oltre un milione di barili di petrolio al giorno ai mercati occidentali?

Hezbollah

La storia di Hezbollah, il suo successo politico ma anche la capacità di mobilitazione militare, che nel 2000 portò al ritiro di Israele dal territorio palestinese, si spiegano con una strategia di penetrazione sociale che sin dall'inizio ha puntato a impegnare gli sciiti in una “guerra santa” prolungata e costosa. In cambio gli Hezbollah si sono occupati della loro comunità, il 40% della popolazione, 1,2 milioni di persone. L’anello più importante nella catena di società, enti e gruppi che fanno capo a Hezbollah resta, infatti, la Fondazione dei Martiri o Shahid.