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Conflitto in Ciad

Data inizio: 
23 Dic 2005

 

  • Motivazioni del conflitto: Guerra civile
  • Storia del conflitto: Il Ciad, l’ex colonia francese, vive un clima di tensione e di guerra continua a partire dalla sua indipendenza avvenuta nel 1960, dove il controllo politico dello Stato è la maggiore risorsa contesa dai movimenti armati musulmani del Nord e i governi militari cristiani del Sud. La vita del Paese è stata segnata da numerosi colpi di Stato, che ne hanno severamente minato la stabilità e la possibilità di sviluppo. I periodi di relativa stabilità sono stati dettati dalle misure repressive adottate dai singoli regimi per mantenere saldi il proprio potere. La storia recente del Ciad è stata segnata dalle tensioni con il Sudan, sorte in conseguenza del conflitto nella regione sudanese del Darfur. Dal 2003, infatti, ondate di rifugiati provenienti dal Darfur si sono riversate nel Paese mettendo a dura prova la capacità ricettiva delle strutture locali. Dopo un susseguirsi di incidenti lungo il confine tra i due Stati, il 23 dicembre 2005 il Ciad ha dichiarato lo stato di belligeranza con il Sudan, accusandolo di sostenere i ribelli antigovernativi. Con l'inizio della guerra la crisi interna e internazionale del Paese è andata acuendosi, incidendo sempre più sulle condizioni di vita della popolazione civile.
  • Parti in conflitto:
- Forze Armate ciadiane
- Gruppo armato ribelle FUC (Front pour le changement)
  • Storia del conflitto: La storia del Ciad è segnata dalle invasioni, dal lungo processo di decolonizzazione e dalla guerra civile. Il clima di tensione e di guerra continua dalla sua indipendenza avvenuta nel 1960, dove il controllo politico dello Stato è la maggiore risorsa contesa dai movimenti armati musulmani del Nord e i governi militari cristiani del Sud. Il primo presidente, François Tombalbaye, ha diretto il Paese in forma autoritaria e con un completo disinteresse nei confronti della democrazia imponendo nel 1962 come partito unico il Partito del Popolo Ciadiano (PPC), di cui era leader, avviando un’operazione di accentramento del potere, procurandosi un numero sempre maggiore di oppositori. Nel 1966 nacque in Sudan il Fronte Nazionale per la Liberazione del Ciad (FROLINAT) che raccoglieva l’opposizione musulmana del nord e l’appoggio della Libia di Gheddafi. Iniziava una sanguinosa guerra civile che culminò nel 1975 con un colpo di Stato guidato dal generale sudista Félix Malloum. Tombalbaye fu destituito e ucciso. Nel 1978, dopo un inizio relativamente tranquillo, Malloum, che emerse come nuovo capo della giunta militare, dovette trovare un compromesso con il FROLINAT e decise di affidare al leader dei ribelli Hissène Habré la guida di un governo provvisorio. I dissensi non terminarono e l’accordo si ruppe. Malloum fu scacciato dalla presidenza e scoppiò una guerra civile che vedeva contrapposte undici diverse fazioni in tutto il Paese. Nell’agosto del 1979 si arrivò alla firma di un trattato di pace, Accordo di Lagos, che prevedeva la formazione di un governo di transizione (Gouvernement d'Union Nationale de Transition, GUNT), con a capo il settentrionale Goukouni Oueddeï, ma gli scontri tra le diverse fazioni proseguirono. Nel 1980, grazie a un accordo segreto con Gheddafi, Oueddeï si impadronì del potere costringendo all’esilio Habré. L’anno successivo Habré riprese il controllo della capitale instaurando un regime di terrore per disfarsi dei suoi numerosi avversari politici. Nel 1987, con il beneplacido degli Stati Uniti e grazie alle armi fornite dalla Francia e alle truppe zairesi di Mobutu, Habré lanciò un attacco contro le forze ribelli e quelle libiche, per ottenere da parte di queste ultime il ritiro dalla Striscia di Aozou (una striscia di terra nel nord del Ciad lungo il confine con la Libia che si estende per circa 100 km di larghezza e con una superficie di 114.000 km²). A causa della presenza di depositi di uranio, nacque una disputa per il controllo di quest'area, che portò alla guerra tra i due paesi. La Libia continuò tuttavia a giocare un ruolo decisivo negli equilibri ciadiani, sostenendo l’ex luogotenente di Habré, Idriss Déby. Questi, partendo dalle sue basi del Darfur, lanciò una potente offensiva contro le truppe di Habré, costringendolo alla fuga il 1° dicembre 1990. Déby venne eletto alla presidenza del Paese dal comitato centrale della sua organizzazione, il Movimento Patriottico di Salvezza (MPS), che diventò l’unico partito legale. Nel 1991, per andare incontro alle crescenti richieste di democratizzazione, Déby promulgò una Costituzione provvisoria, autorizzando il multipartitismo. Le riforme non favorirono tuttavia un’effettiva partecipazione delle diverse etnie al potere; nuovi scontri ebbero luogo nel 1994 e nel 1995 ed emersero nuovi gruppi politici e paramilitari, come le Forze Armate per una Repubblica Federale (FARF) e il Fronte Democratico per il Rinnovamento (FDR). Nel marzo 1996 venne approvata con un referendum una nuova Costituzione (che fu respinta nel sud del Paese, favorevole a un sistema federalista). In giugno Déby fu confermato alla presidenza battendo uno dei leader della guerriglia sudista, il generale Kamogué; questi, dopo le elezioni legislative del gennaio-febbraio 1997 vinte dal partito di Déby, venne eletto alla presidenza del Parlamento. L’inizio dello sfruttamento del petrolio nella città di Doba riaccese i contrasti tra le autorità centrali e le province meridionali, dove alla fine dell’anno ripresero gli scontri armati tra truppe governative e ribelli. Nel maggio 2001 Déby fu rieletto alla presidenza del Paese con più del 60% dei voti, in elezioni contestate da un’opposizione divisa e impotente. La protesta che ne seguì venne severamente repressa dalle truppe governative. Nelle successive elezioni legislative dell’aprile 2002, il MPS si aggiudicò 110 dei 155 seggi del Parlamento. Dal 2003 ondate di rifugiati sono iniziate ad entrare in Ciad dal Darfur, come conseguenza del conflitto in corso in quella regione del Sudan. Un susseguirsi di incidenti di confine nella zona ha portato nel dicembre del 2005 alla dichiarazione da parte del governo del Ciad dello stato di guerra col Sudan. Il governo del Ciad ha in particolare accusato il Sudan di sostenere militanti ribelli antigovernativi nel Ciad. Déby ha inoltre accusato il presidente del Sudan Omar Hasan Ahmad al-Bashir di cercare di destabilizzare il Paese, condurre il popolo ciadiano alla miseria, creare disordini ed esportare la guerra dal Darfur al Ciad. Da allora si sono susseguiti numerosi scontri nel Paese, incluso un tentativo dei ribelli di conquistare la capitale nell’aprile 2006. Il conflitto interno al Ciad e fra il Ciad e il Sudan è ancora in corso.
 
 

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Area geografica
Africa
Etnie
Araba
Fattori
Politici
Religioni
Cristiana
Musulmana
Tipo di conflitto
Guerra civile