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Conflitto in Georgia

Data inizio: 
8 Ago 2008
Data fine: 
15 Ago 2008

 

  • Motivazioni del conflitto: Disputa per i confini
  • Storia del conflitto: La seconda guerra in Ossezia del Sud riguardò il conflitto militare tra la Georgia da una parte, e la Russia, l'Ossezia del Sud e l'Abcasia dall'altra, iniziato nell'agosto del 2008 dopo diversi giorni di pesanti scontri tra esercito georgiano e milizie ossete. La Federazione Russa intervenne massicciamente sbaragliando i georgiani arrivando ad occuparne una larghissima parte del territorio. Un accordo preliminare sul cessate il fuoco firmato il 15 agosto tra la Georgia e la Russia costrinse le truppe russe al ritiro dalla Georgia. La Russia ha riconosciuto l'indipendenza di Ossezia del Sud ed Abcasia il 26 agosto 2008, sottoscrivendo successivamente accordi militari con le due repubbliche.
  • Parti in conflitto:
- Georgia
- Russia
- Ossezia del Sud
- Abcasia
  • Storia del conflitto: La seconda guerra tra Georgia ed Ossezia del Sud, provincia separatista filo-russa iniziò in seguito alla violazione degli accordi sul “cessate il fuoco” in vigore dal 1992. Nella notte tra il 7 e l’8 agosto 2008, la Georgia attaccò ed invase l’Ossezia del Sud concentrandosi sul capoluogo della regione Tskhinvali dove provocò gravi distruzioni. Secondo fonti dei rappresentanti della provincia secessionista, l'attacco provocò fra 1700 e 2000 morti principalmente tra la popolazione civile. Tale grave bilancio di vittime viene descritto dalle autorità russe come "genocidio", anche se il numero reale delle vittime civili del bombardamento di Tskhinvali non è stato possibile valutare. Per l’autorità georgiane l'attacco si era reso necessario per "ristabilire l'ordine costituzionale" e impedire i continui attacchi sui civili georgiani da parte delle milizie dell'Ossezia meridionale che avevano ripreso il bombardamento di alcuni villaggi georgiani il 7 agosto, violando il “cessate il fuoco”.In seguito al bombardamento dell'artiglieria sulla capitale l'attacco proseguì via terra permettendo alle truppe georgiane di circondare Tskhinvalied occupare alcuni piccoli centri in Ossezia. A un giorno dall'inizio delle violenze le forze ribelli sudossete, supportate dai militari russi, presero il controllo della capitale. E mentre una delegazione congiunta di Stati Uniti, Unione Europea e OSCE in Georgia proponevano un “cessate il fuoco” e un’immediata soluzione al conflitto, la Russia passava all’offensiva attaccando la città di Gori, direttamente in Georgia. Dopo una missione diplomatica francese a Mosca e Tiblisi, che ha visto Nicolas Sarkozy e Bernard Kouchner negoziare con Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev e da parte georgiana Mikheil Saakasvili, il 15 agosto 2008 la missione diplomatica del presidente di turno dell’Unione Europea portò alla firma di un “cessate il fuco” che impegnò la Russia al ritiro dal territorio georgiano e la Georgia alla rinuncia all'uso della forza contro l'Ossezia e l'Abcasia. Tuttavia, dopo un iniziale arretramento con conseguente ritiro dalla città di Gori, la Russia si attesta su una nuova linea, comprendente al suo interno anche il porto di Poti sul Mar Nero. Il 26 agosto il presidente russo Dmitrij Medvedev firmò il decreto di riconoscimento dell’indipendenza delle due repubbliche separatiste, adducendo come precedente il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo. L'Unione Europea e gli Stati Uniti fortemente condannarono il riconoscimento russo. Nello stesso giorno, la Russia proclamò unilateralmente una “zona cuscinetto” sotto il suo controllo militare, attorno alle due repubbliche, corrispondente all'area della Georgia. In un nuovo incontro tra Sarkozy e Medvedev, l’8 agosto, l’Unione Europea ottenne dalla Russia l’impegno a ritirarsi da Poti entro una settimana e dal resto della “zona cuscinetto” entro un mese, mentre la Russia si assicurò che la zona stessa passasse sotto il controllo di osservatori UE ed OSCE e non dell’esercito georgiano. Il giorno successivo, il Governo di Mosca, presieduto da Vladimir Putin, firmò trattati di cooperazione militare con i governi sud-osseto ed abcaso, che previdero fra l'altro la creazione di basi militari russe nei due paesi con una presenza complessiva di circa 7.600 uomini.