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Conflitto in Libia

Data inizio: 
30 Gen 2011

 

  • Motivazioni del conflitto: Guerra civile
  • Storia del conflitto: La crisi libica trova origine nel governo rivoluzionario del colonnello Muammar Gheddafi che dal 1969 è alla guida del Paese. Nel febbraio del 2011 la popolazione è scesa in piazza per chiedere la fine del regime dittatoriale di Gheddafi compresi i diritti politici.
  • Parti in conflitto: Governo e popolo libico
  • Storia del conflitto: Proclamando la Repubblica libica araba, il nuovo governo rivoluzionario insediatosi nel 1969 con il colonnello Muammar Gheddafi che in pochi anni riuscì a stipulare il patto di cooperazione politica e militare con l’Egitto e il Sudan consolidando il proprio ruolo non soltanto nel mondo arabo ma anche a livello internazionale. Avvicinandosi alla Siria nella costituzione del fronte anti-israeliano e all’appoggio della resistenza palestinese, Gheddafi si procurò l’ostilità dei governi occidentali. In seguito dell’abbattimento di aerei dell’aviazione militare libica da parte degli stati Uniti, Gheddafi minacciò le basi NATO in Europa. Temendo gli attentati terroristici da parte della Libia nel 1986 seguì la decisione degli americani, quella di bombardare Tripoli e Bengasi. Ulteriore isolamento internazionale della Libia deriva dall’accusa degli Stati Uniti di produrre armi chimiche e dal rifiuto di concedere l’estradizione di alcuni cittadini libici sospettati dell’attentato aereo. Così si arrivò alla decisione delle Nazioni Unite di un embargo economico nei confronti della Libia affinché si arrivò alla consegna dei presunti autori dell’attentato nel 1988 e alla sospensione dell’embargo internazionale nel 1992. A partire dal 1995 la difficile situazione interna causata dall’embargo, dalla rivolta di fondamentalisti islamici e dalla richiesta di maggiori diritti politici non minacciò la stabilità del regime autoritario di Gheddafi. Nonostante Tripoli nel 2008 avesse annunciato innovazioni legislative l’unico sviluppo evidente fu l’abolizione dei tribunali speciali. Secondo alcune fonti dell’Ong Freddom House la Libia è considerata ”un paese non libero” e con un ministero della giustizia “poco impegnato a ricercare la giustizia e la verità” (fonte Human Rights Watch). A questi si aggiungono le violazioni e le discriminazioni di alcune tribù meridionali. Nonostante dal febbraio 2009 al gennaio 2010 Gheddafi è stato eletto come Presidente di turno dell’Unione Africana, nel febbraio del 2011 la situazione all’interno del Paese è peggiorata. Sull’onda di quanto accadeva nei vicini paesi arabi la popolazione ha iniziato a manifestare contro il dittatore e a favore della democrazia. La risposta del regime alla fine della dittatura di Gheddafi e alla richiesta di maggiori diritti politici fu una repressione violentissima che in pochi giorni ha causato migliaia di morti. L’impiego di mercenari per riprendere il controllo del Paese è sempre più frequente e tra i primi ad arrivare in Libia sono stati i mercenari serbi chiamati “Cani di guerra”, ovvero gli ex militari ed ex poliziotti, il corpo creato dall’ex presidente serbo Slobodan Milosevic. Gli esperti internazionali temono una brutale guerra civile.  

 

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Area geografica
Africa del nord
Etnie
Araba
Berberi
Fattori
Politici
Religioni
Musulmana
Tipo di conflitto
Guerra civile