- Motivazioni del conflitto: Controllo del territorio
- Storia del conflitto: Il conflitto in Nigeria riguarda una serie di scontri e conflitti etno-politici originatisi nei primi anni Novanta nella zona del Delta del Niger e protrattasi fino ai giorni nostri. La causa principale di tali scontri riguarda gli interessi economici contesi tra il governo nigeriano, le multinazionali produttrici di petrolio e i gruppi etnici della zona del Delta che si sono sentiti sfruttati in particolare il gruppo degli Ogoni e dei Ljaw. Dal 2004 il più importante gruppo armato della zona la NDPFV, Niger Delta People’s Volunteer Force, organizza i frequenti attacchi agli impianti petroliferi del Delta. Nel gennaio 2006 sono nati altri due gruppi ribelli, il MEND, Movement for the Emancipation of the Niger Delta, e la Martyrs Brigade, che hanno annunciato un’unione tra le due formazioni. Le tensioni dovute ai problemi sociali e ai danni ambientali causati dallo sfruttamento petrolifero hanno dato vita ad un conflitto molto complesso, nel quale sono coinvolti sia milizie ribelli che gang di semplici delinquenti dedite al contrabbando dell’oro nero e che combattono tra loro per il controllo del territorio.
- Parti in conflitto:
- Movimento MOSOP (Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni)
- Gruppo armato NDPVF (Forze Volontarie delle Popolazioni del Delta del Niger)
- Gruppo armato NDV (Niger Delta Vigilante)
- Movimento militante MEND (Movimento di Emancipazione del Delta del Niger)
- Corporazioni e Multinazionali straniere
- Storia del conflitto: Quando si parla di conflitto in Nigeria, immediatamente si pensa alle drammatiche vicende che si perpetrano da oltre cinquant’anni nella regione del Delta del Niger, la zona sudest del Paese che comprende nove degli stati che formano la Nigeria, dove multinazionali, governo nigeriano e alcuni gruppi etnici si contendono interessi economici legati all’estrazione del greggio. L’attività di estrazione ha provocato negli anni gravi danni ambientali e sociali come l’inquinamento del bacino idrico e dei terreni, la distruzione delle coltivazioni di sussistenza, l’espropriazione dei terreni alla popolazione nigeriana; in particolare la fruttuosa attività che ha generato ingenti profitti per le multinazionali e i corrotti governanti delle dittature militari o civili, non ha portato alcun vantaggio economico per le popolazioni del Delta. Le comunità rurali del Delta si sono così mobilitate contro il governo e contro le multinazionali, per dimostrare la loro opposizione alle politiche delle compagnie petrolifere e per rivendicare i propri diritti alla vita, alla dignità ed alla terra. Spesso però le pacifiche proteste delle comunità sono state soffocate da violente repressioni. Gli abitanti della regione sono stretti tra le guardie assoldate dalle multinazionali per proteggere oleodotti e piattaforme, le milizie etniche decise a contrastare le loro operazioni e i soldati e le unità speciali della polizia nigeriana. Nel 2004 nasce il più importante gruppo armato della zona la NDPFV, Niger Delta People’sVolunteer Force, guidata da Moujahid Dokubo Asari, che viene arrestato l’anno dopo con l’accusa di alto tradimento. Il NDPVF ha provato a prendere il controllo dei giacimenti soprattutto attraverso azioni di "bunkering illegale", un fenomeno che consiste nel manomettere un oleodotto, riempire di greggio delle taniche e portarle in motoscafo fino a delle chiatte che le vendono alle grandi petroliere oceaniche. Queste, a loro volta, rivendono il petrolio alle raffinerie dei paesi vicini. Buona parte dei proventi di queste azioni illegali viene utilizzata per l’acquisto di armi usate da bande e milizie ribelli che si scontrano con le autorità e tra di loro per il controllo del territorio. Nel 2006 si costituisce il gruppo armato del MEND, Movimento di Emancipazione del Delta del Niger, nato con l’intenzione di richiamare l’attenzione sulle sofferenze delle popolazioni nigeriane. E’ impegnato in una lotta armata contro la degradazione e lo sfruttamento dell'ambiente naturale da parte di corporazioni e multinazionali straniere coinvolte nell'estrazione del petrolio. L'organizzazione è coinvolta in molti degli attacchi alle compagnie petrolifere che operano in Nigeria ed ha compiuto numerose operazioni di sabotaggio di oleodotti e rapimenti dimostrativi di personale straniero. Le comunità locali, appoggiate dal MEND, si oppongono e chiedono la bonifica dei corsi d’acqua e del territorio, una più equa distribuzione dei proventi del petrolio, nonché il risarcimento del debito ecologico. Per molti però, alla luce dei recenti accadimenti, questi ideali iniziali non hanno niente a che fare con quello che succede attualmente nel Delta: oggi il sequestro si è trasformato in un’arma esclusivamente commerciale, uno strumento di sostentamento molto redditizio. Dal 1993 sono oltre quindicimila le vittime del conflitto. Non si hanno stime esatte sulle vittime delle tensioni interetniche, ma il numero va calcolato in diverse migliaia.