Storia del conflitto: A seguito della mancata firma dell’accordo finale di pace da parte del leader del movimento ribelle del “LRA”, Lord’s Resistance Army, l’esercito ugandese ha rotto, nel dicembre 2008, il cessate il fuoco che durava da due anni attaccando, in cooperazione con la Repubblica Democratica del Congo e con il Sud-Sudan, il campo del movimento guerrigliero del “LRA”, localizzato nel parco nazionale di Garamba in territorio della Repubblica Democratica del Congo.
Parti in conflitto:
- Movimento del “LRA”
- Esercito ugandese
Storia del conflitto:Dal 1986 il Nord dell’Uganda è scenario di una delle guerre civili più sanguinose dell’Africa. Le radici di questa guerra inesauribile, che vede contrapporsi vari gruppi armati ugandesi e il Governo di Kampala, per lo più sono riconducibili alla politica coloniale britannica che sfruttò le differenze etniche per imporre la propria presenza. Come in altre regioni africane infatti, i coloni europei applicarono l’infallibile strategia del “divide et impera”, sfruttando in particolare le divisioni tra le regioni meridionali e quelle settentrionali. Inizialmente i dissidenti ugandesi si organizzarono nell’Uganda People's Democratic Army, UPDA, Esercito Democratico del Popolo Ugandese, muovendo le prime rappresaglie contro Museveni, autoproclamatosi nel 1986, presidente della Nazione. Ma già nel luglio del 1987, molti militanti del UPDA accettarono l’amnistia offerta dal governo, per giungere agli Accordi di Pace di Gulu del 1988, nei quali più di duemila soldati dell’UPDA furono incorporati nell’esercito nazionale. Mentre l’UPDA andava sfaldandosi, si stava preparando una nuova rivolta, ma di tutt’altro segno. Entrò in scena l’Holy Spirit Movement, HSM, Movimento dello Spirito Santo, fondato dalla guaritrice Alice Auma Lakwena con lo scopo di purificare la società Acholi, gli abitanti dei distretti settentrionali del Paese, e liberare il nord dal controllo del NRA, National Resistance Army, di Museveni. Nonostante i primi successi e il grande consenso popolare, nel novembre 1987 il governo di Kampala sconfisse il movimento della Lakwena che fu costretta a fuggire in Kenya. Subito dopo la sconfitta del HSM, nel 1988, fece la sua entrata sulla scena politica Joseph Kony, un giovane predicatore cattolico che fondò un movimento armato di ispirazione cristiana, il Lord’s Resistance Army, “LRA”, Esercito di Resistenza del Signore, per instaurare un regime basato sui "dieci comandamenti", in cui si combinavano “spiritualismo apocalittico ad una politica opportunistica e ad una strategia da signore della guerra”. Ed è proprio LRA, che si costituì per assicurare maggiori diritti alla popolazione Acholi, che da vent’anni semina il terrore nel nord del Paese uccidendo decine di migliaia di persone, provocando quasi due milioni di rifugiati e costringendo migliaia di bambini ad entrare nelle file miliziane. Diversi sono stati i tentativi di porre fine alle violenze, ma senza risvolti positivi. Solo nel 2005 ebbe inizio il vero processo di pace: il 14 ottobre 2005, dopo le pressioni di Museveni all’Assemblea delle Nazioni Unite, fu istituito un Tribunale Internazionale per i crimini di guerra, il quale, lo stesso anno, emanò un mandato di cattura nei confronti di Kony e di altri 4 membri del LRA. Nell’agosto del 2006 ambo le parti firmarono il primo "cessate il fuoco", ma Kony e gli altri leader, temendo il mandato del Tribunale Internazionale, fuggirono in Congo lungo il confine sudanese. Verso la fine del 2006, il LRA abbandonò le trattative accusando il governo di non rispettare i precedenti accordi; seguirono così una serie di accordi e di cessate il fuoco, ma le violenze sono andate placandosi soltanto nei primi mesi del 2008, quando a febbraio, è stata firmata una tregua permanente del conflitto, portando una ventata d’ottimismo in tutto il Paese e premettendo a molti degli sfollati di tornare nei loro villaggi. Il 3 gennaio 2009 nuovi scontri hanno contrapposto militari congolesi e ribelli ugandesi dell'Esercito di Resistenza del Signore, LRA, nel parco nazionale di Garamba, nel nord-est della Repubblica democratica del Congo. Gli eserciti di RDC, di Uganda e del Sud - Sudan, conducono da metà dicembre 2008 una vasta operazione militare congiunta contro il movimento ribelle in questa regione isolata del Paese, lungo il confine tra Uganda e Sudan. Almeno 400 civili sono stati uccisi tra il 25 e il 29 dicembre nei massacri attribuiti al LRA, secondo un bilancio della Caritas. Le autorità provinciali hanno riferito di 271 morti, mentre numerose vittime non sono state conteggiate. L'offensiva congiunta contro il LRA è stata lanciata dopo l'ennesimo rifiuto del capo del LRA, Joseph Kony, di firmare un accordo di pace a Kampala, che concludeva un processo di riconciliazione avviato nel luglio 2006 per mettere fine a 20 anni di guerra civile nel nord dell'Uganda.