LISISTRATA’s LABORATORY
(un palcoscenico dove si trovano studenti * per le prove di un allestimento teatrale)
*non viene specificata la loro nazionalità, se non indirettamente da alcuni nomi propri e dal contesto dei dialoghi
Attore: Una serie di quadri interpretativi luce/buio.
Att: Cosa? Che significa?
Attore: Significa che c’è un’alternanza tra illuminazione e buio sulla scena! Lascia stare! Scena 1
Dialogo tra soldati (centro scena luci bianche)
-Stiamo per entrare in un centro abitato, l’aviazione ha già fatto il grosso, noi dobbiamo solo ripulire!
-E’ un territorio importante, per liberarlo devono venire i carrarmati.
-Ci mandano in avanscoperta!
-Noi apriamo la strada arrivano i carri e sfasciamo tutto quanto
-Entriamo in città, no? E lì è proprio come una guerra, mi spiego?
-C’è il nemico e tu l’ammazzi.
-Non c’è nessun dubbio che noi siamo i migliori.
-Se si doveva venire qui a mettere ordine? Credo di sì!
-Non lo so, io ci sono venuto.
-Quelli sono teste di cazzo e dobbiamo fottergli il cervello!
-Dipende dalla situazione se le cose si mettono male allora io per questo sì, credo sia giusto ammazzare.
-Cosa penso dei confini?
-Secondo me è meglio vincere.
-Io odio questo posto! E’schifoso! Non si può fare la guerra in questo schifo.
-Se mandano rinforzi e andiamo nel nord con i bombardamenti a tappeto forse loro si arrendono.
-Io voglio farli fuori tutti!!
-Sono Amed!
-Ehi, quale è il modo migliore per disarmare una di queste cose?
-Quello in cui non si muore.
-Non dovrebbe essere difficile (risata)
-Sono un soldato, è il mio primo giorno!
-Perché non te la prendi con calma amico?
-Mi chiamo Smulek! Anche tu eri al grilletto, no?
-Attraversare la città deve essere una passeggiata!
- (concitati) Colpi di mortaio!
-Ci sparano! Ci sparano!
-Fuoco Smulek, fuoco, fuooocoooo!!!.
-Ci sparano addosso.
-Spara! Non voglio crepare per colpa tua.
-Non funziona un cazzo di niente, non parte!
-Sparagli! Sparagli!
(termina la scena di guerra . Si alzano le luci. Compaiono le ragazze sedute a terra dinnanzi al pubblico. Siamo in una prova. I ragazzi alle ragazze)
1° att: Che ne dite?
Attice: E’ di effetto Said, ma credo sia troppo cinematografico!
Attore: Sì, ma passa! No, dico il non senso di questa guerra infinita?
Attrice: Rachida ha ragione!
Attore: Sì ma è vero!
Attrice: (silenzio) Jerome tu che ne dici?
Attrice: Riproviamo con la Lisistrata. Vi va?
Jerome: Riproviamo ma ve l’ho detto, non mi convince! Dai, comunque!
(le ragazze iniziano a recitare la scena seguente)
Calonica: Che c’ è Lisistrata cara, perché ci vuoi riunire noi donne Ateniesi?
Lampìto: Chi ci ha radunato qui chiamandoci da Sparta, dalla Beozia, dall’Ellade tutta?
Lis – Sono stata io carissima Spartana: ciao Lampito. Salute a Voi tutte.
Lamp-Che vuoi, allora? Spiegati!
Lis - Anche subito, ma prima di parlare una domanda, piccolissima. Dei padri dei vostri bambini, avete nostalgia, com’io di mio marito? Sono al fronte, lo so il marito lo avete tutte lontano!
Tutte: E lo chiedi?
M- Mio marito, povera me, sono cinque mesi che è via!
N- Il mio sette!
O- Anche il mio!
Lis- Lasciatemi parlare, niente più misteri! Amiche vogliamo obbligare gli uomini a fare la pace? Dobbiamo rinunciare al caldo letto coniugale.
M: Rinunciare?
……………
Lam_ E’ brutto per le donne dormire sole, in ogni caso! Ma se ne facciamo a meno come dici tu sarebbe facile arrivare alla pace?
Lis- E come! I nostri mariti ci cercheranno! Noi invece niente. Di corsa farebbero la tregua, sono certa!
Lamp – Una parola, finchè scorazzano le triremi e nel tempio della dea c’è quel subisso di soldi si può parlare di pace?
Lis: Abbiamo pensato anche a questo. Le più vecchie hanno già l’ordine: mentre noi ci accordiamo, loro con la scusa di un sacrificio, occupano l’Acropoli e il tempio di Atena.
Lis: Speriamo bene, la pensata è ottima!
Cal: - Detta così d’accordo pure noi.
Tutte – Sì!
Lis:- Subito un giuramento però, nessuna si potrà ritirare!
M- Che giuramento proponi?
Cal- Lo spiego io! Mettiamo a terra, pancia all’aria una grande coppa nera: ci sgozziamo dentro un …orcio di vino tasio e giuriamo come è vero che nella coppa non ci andrà mai acqua!
Lam: Se non è un giuramento questo!
Lis- Un orcio, presto e una coppa! Giurate di non tradire il patto! Lo giurate voi? Tutte!
(tutte)-Lo giuriamo!
Lis- Allora la consacro. (bevono)
Si levano clamori dall’Acropoli
Lamp- Che strilli sono?
Lis- Lo dicevo: hanno già occupata l’Acropoli di Atena! Corriamo dentro, presto, aiutiamo le altre a sbarrare la roccaforte della Dea!
Cal: Ma non pensi che gli uomini accorrano subito contro di noi?
Lis: Né minacce, né fuoco basteranno. Per aprire le porte c’è una sola condizione. Quella per cui abbiamo giurato di non rompere lo sciopero del sesso, la pace in tutta l’Ellade.
- (interruzione di un ragazzo) A me sembra sempre troppo pesante…!
- Perché hai interrotto?!
- Non mi piace.
-Ancora, ma stiamo parlando di guerra …
-Come vuoi che questo rappresenti la guerra!?
- Se si prova bene altrimenti io vado!
-Aspetta!
-No però ha ragione mi sembra tutto enfatico così, chi capirà!
-Questa scena è ridicola!
-E’ fuori da ogni logica!
-No, è la necessità di una speranza!
-E’ irrispettosa verso la donna!
-E basta con questo ruolo delle donne prestabilito, sottomesse al lutto. Qui possiamo decidere!
-Hai ragione puntiamo sulla Lisistrata mi convince di più
-Ma dai, è semplicistico. Non è reale
-E’una provocazione che rompe uno schema, mostriamo/è una presa di posizione femminile: dura ma di buon senso alla fine!
- E poi chi l’ha detto che non è reale?
- E’ quotidiano, io sono d’accordo. E’ quotidiano come lavarsi ed avere fame.
- Tutti pensano alla guerra come se tutto un territorio fosse un unico campo di battaglia. Questo è scontato!
- (sarcastico) Hai ragione. Faccio la fila due ore al posto di blocco e poi mi dicono che non posso entrare in città per il coprifuoco. Cosa ne faccio dei miei limoni se non posso venderli al mercato perché lanciano razzi a mezzogiorno?
-Li lasci marcire nell’orto per ingrassare la terra.
- Dove voi costruite un muro, vero?
- Sentite io debbo andare, parlarci così addosso non me ne frega niente, debbo riprendere mio fratello!
-Allora che vieni a fare?
- Me lo domando anch’io tanto non credo che cambi un cazzo!
- Ma lo dobbiamo fare perché il mondo non ci veda per come vuole lui
-Ma ti senti …siete tutti uguali voi, gente di merda
-Per voi noi siamo tutti terroristi, non te lo dimenticare.
- Non puoi metterci a confronto, non abbiamo iniziato noi la guerra
- Noi forse lo abbiamo fatto?
- No, i Kmer Rossi…! Tutti sanno chi ha iniziato!
- Noi?
- (Cinico) No, voi siete pacifisti…
- Per favore, tutto il mondo la pensa come noi!
- Quale mondo? Il tuo mondo.
- Voi mostrate i nostri villaggi, dove siamo nati e dite che sono vostri!
- Ed è per questo che ci sparate addosso?
- Voi siete tutti santi. Fammi il piacere!
- Voi non avete mai lasciato la morte in pace.
- Non è la stessa cosa. Il mondo vi odia! (ride)
- Voi siete proprio un bel popolo, non c'è che dire!
- Chi ha rotto la tregua?
- Voi avete fermato le armi?
- Come non le avete fermate voi!
Silenzio lungo
-C’è il coprifuoco in città Mira, non posso rientrare!
-Ricominciano! Come un branco di lupi. Certe volte sembrano vicinissimi.
- Quando non vengono mi sento sola e quando li sento vorrei urlare come loro
- Stai impazzendo Luna?
- Sì! (sorride convinta). Siamo in pieno teatro dell’assurdo
-Ripensamenti?
-No nessuno
-Vogliamo andare?
- Andiamo
- (al pubblico) Noi vogliamo recitare un sogno dentro un sogno!
-Sì, siamo sulla linea del fronte, sparano da una parte e dall’altra. Dalla stessa distanza e noi siamo in mezzo.
- Ecco! Per questo motivo ci affidiamo al teatro, mettere in scena una commedia, una commedia dell’antica grecia.
- Contro la guerra!
- Sì, contro la guerra, LA LISISTRATA di Aristofane
- Una soluzione alla guerra paradossale ed istintiva!
-Perché siamo stanche, noi tutte siamo stanche. Stanche di cercare una spiegazione, una causa che non esiste neanche più!
-Questa terra è la migliore di tutta la regione.
-No, non solo della regione ma il migliore di tutto il mondo.
-Io vorrei tanto essere una vicina migliore, una vicina normale!
-Suppongo che non è chiedere un po’ troppo!
-C’è troppo sangue e troppa politica! Certe volte il nostro paese non ha limiti.
-A volte penso che in tutti questi anni abbiamo ignorato la tristezza per i bambini che non abbiamo potuto avere. Quello che ti resta è un buco nel cuore!
-Sei una donna coraggiosa, magari avessi la metà del tuo coraggio!
- Coraggiosa!? Siamo tutte coraggiose! Ci stiamo ponendo più di una domanda!
-Hai sorriso.
-Anche tu.
-Ti conosco.
-Anch’io.
- (al pubblico) La nostra vita è reale, noi siamo reali…già ci costruite intorno un muro! Non vi basta?
- Io sono per Lisistrata, Murrina, Lampito la spartana, Zigy o Mira o Rachida o Luna, Salma e Fatma, per tutte noi consapevoli e coerenti, ardite e commosse, pazienti, ironiche.
- Ripartiamo dall’Acropoli. L’abbiamo occupata. Scena del Commissario!
………………..
SCENA COMMISSARIO - LISISTRATA
Com: Per quale motivo avete sprangato la fortezza: è nostra!
Lis: Per mettere al sicuro i soldi: non dovete farci la guerra!
C: Che vorresti fare?
l: Me lo domandi? Li amministriamo noi.
C: Voi amministrare i soldi?
L: Ti pare impossibile? I conti a casa vostra, li amministriamo sempre noi!
C Ma è diverso!
L: Perché è diverso?
C: Con questi dobbiamo farci la guerra!
L: Primo: niente guerra.
C: Finiremo schiavi, allora.
L: Vi salviamo noi.
C: Voi?
L: Proprio noi!
C: Ma voi, che vi impicciate di guerra e pace?
L: Noi i primi tempi della guerra abbiamo sopportato con pazienza le vostre scelte insensate. Non potevamo aprir bocca! Una sola parola per farvi rinsavire dalla follia di questo massacro e voi: “Vai a filare e attenta alla testa! Agli uomini occuparsi della guerra!” E non è rimasto un solo uomo nel paese. Tutti morti o al fronte a divenirlo. Ora vi rimettiamo sulla buona strada!
C: Voi a noi? Facendo che?
L: Quando Eros che il cuore accarezza e Afrodite di Cipro, spireranno sulle nostre grazie, e voglia di delizie concederanno a voi uomini, credo che libereremo gli Elleni dalla guerra.
C: Voi arrivare alla pace? Come, spiegamelo.
L: Come si fa con la matassa ingarbugliata: la prendiamo così con pazienza pian piano ora da una parte e ora dall’altra. Sbroglieremo lo stesso anche questa guerra.
C: Abituate con la lana, le matasse, credete di sistemare cose tremende: siete pazze!
L: Vedrai!
C: Sono curioso di sapere come!
L: Come si fa con i fiocchi di lana, prima un bagno e puliamo la città di tutto il sudiciume. Poi li battiamo su un letto e via tutti i furfanti e delinquenti. Cardiamo tutte le combriccole e gli arraffacariche sfondati: la testa gli spenniamo! In un cesto poi cardiamo tutta la buona volontà, senza distinguere nessuno: i meteci e anche gli stranieri, basta che vi sono amici, chiunque vi è debitore, ce li mischiamo tutti! E le altre Città, quante ne ha fondate per il mondo questo paese, per noi sono, riconoscetelo, come fiocchi di lana, sparpagliati in giro. Prendiamole tutte per il loro bandolo, riportiamole qui e riuniamole assieme. Ne facciamo un bel gomitolo, poi ci tessiamo un magnifico mantello: per il Popolo.
C: E’ grossa. Queste parlano di cardare e filare, e non sanno che è la guerra!
L: Come no, accidente che sei: la sopportiamo almeno due volte. Prima di tutto perché partoriamo i figli e li mandiamo soldati…
C: Stai zitta! Che mi rinfacci!?
L : Poi quando dovremmo spassarcela e godere la giovinezza, dormiamo sole: per via della continua guerra. Non parlo di noialtre, ma che pena quelle povere ragazze chiuse in camera ad invecchiare…
C: Ma non invecchiano pure gli uomini?
L: Scemo, non è lo stesso! Uno quando torna, anche se ha i capelli bianchi, la sposa subito una ragazza giovane. Per una donna primavera è corta: se non l’afferra chi la sposa più!
(Cambio scena - Scena MIRRINA – CINESIA)
L:Allarme donne, correte subito da me!
M: Che c’è, perché gridi?
L:Un uomo, vedo che si avvicina un uomo. E’ pazzo, smania. Sembra un fauno o il dio Pan in persona! (tra sé) Come sei potente Signora dell’Amore, continua su questa strada come adesso!
Chi di voi lo riconosce?
M: Io accidenti è Cinesia mio marito.
L: Adesso tocca a te, cucinalo, tormentalo, illudilo…..ma…niente: testimone la coppa!
M: Ci penso io. (a lui) Fuori dai piedi subito!
C: Mirrinuccia dolcezza mia, non fare così, torna a casa.
M: No, non vengo.
C: Ma perché fai così, stupida, e dai retta alle altre donne! Fai soffrire me e ti tormenti pure tu. Quello che abbiamo a casa io e te si sta rovinando per causa tua.
M: Poco me ne importa.
C: E’ tanto tempo che non fai le funzioni per Afrodite. Torna a casa ti prego.
M: No, prima fate la tregua, finitela con la guerra.
C: Va bene, si farà anche questo: vedremo!
M: Tornerò a casa vedremo! Ho appena giurato di no, per adesso!
C: Ti prego stenditi vicino a me dopo tanto.
M: Non che non ti voglia bene. Ma ho giurato, non posso venire meno.
C: Ricada su di me. Non preoccuparti del giuramento. Stenditi.
M: Aspetta hai portato il paglione?
C: Niente paglione: basta la terra!
M: Ricordati, però, ricordati di votare la pace.
C: Dovessi crepare!
M: Ci vuole il lenzuolo!
C: Che lenzuolo!
M: E il cuscino?
C: A me proprio non serve.
M: A me sì, invece. E una coperta. Torno subito! (esce)
C: Mi consumerà! Maledetta la coperta! (Rientra) Vuoi che ti profumi? Vuoi o non vuoi? Non ti piace il profumo?
C: Non è questione, fa solo perdere tempo.
M: Disgraziata che sono, quello di rose ti ho portato!
C: Non mi portare più niente. Stenditi.
M: Rimani steso tu! (andandosene) Ah, amore, ricordati di votare per la pace.
(Entra un messaggero spartano)
Ar: Sono messaggero di Sparta. Debbo parlare al Senato ateniese. Porto una notizia importante.
Ci: Di’ la verità, che vi sta succedendo a Sparta?
Ar: Tutta Sparta è in …agitazione. Ha iniziato Lampito….Poi, quante femmine ci sono a Sparta, ad un unico segnale ci hanno sbattuto, noi loro mariti, fuori dal letto.
Ci : E come vi sentite?
Ar: La sofferenza sopra ogni cosa!
Ci: La stessa congiura dovunque, accidenti alle donne! Adesso capisco finalmente. Tu, fai giungere subito gli ambasciatori dalla tua città: pieni poteri per la pace. Io corro al Senato perché nominino i nostri di ambasciatori. La fine della guerra sta nelle tue gambe. Vola!
Ar: Hai mille volte ragione. Volo!
(Arrivo degli ambasciatori)
AmA:Ecco gli ambasciatori da Sparta. Amici spartani, salute per prima cosa. Ma diteci come state una volta qui?
AmS:Te lo devo anche spiegare? Vedi bene come siamo conciati!
AmA:Cerchiamo di dire le cose come stanno. Spartani miei, siete venuti per che?
AmB: Per negoziare la pace.
AmA: Bella notizia, noi lo stesso. Chiamiamo subito Lisistrata, lei sola ci può riconciliare.
AmA: Non c’è bisogno di chiamarla. Eccola che arriva
Corifeo: Evviva, sei la più geniale di tutti. Cerca ora di essere tremenda e dolce, buona e cattiva, severa e tenera. Vedi i capi degli Elleni li hai incantati, si arrendono, sono d’accordo, si rimettono a te, per ogni questione.
Lis: Amici Spartani, tenetevi vicino a me. E voi altri, Ateniesi, da questa parte. Non sono nata stupida, io. Sono una donna e ho la testa sul collo. Del resto a furia di sentir parlare mio padre e la gente più anziana, ho imparato abbastanza. Ma perché vi fate la guerra, perché non la finite? Decidetevi a fare la pace, cosa ve lo impedisce? Così poi la faremo anche noi. Pensateci.
At e Sp: Come non fossero tutti della stessa idea. Ci abbiamo già pensato.
At e Sp: Anche i nostri.
At e Sp: La pace vogliamo fare! E festeggiarla con voi! (entrambi)
Li: Bravi! Adesso pensate a purificarvi: noi donne ci prepariamo a festeggiarvi sull’Acropoli, è sacra. (ai due) Lì vi scambiate fede e promesse. Poi il marito vicino alla moglie e la moglie al braccio del marito: una bella danza agli dei, come ringraziamento. Attenti a non ripetere gli stessi errori nell’avvenire
At e Sp: Portaci dove vuoi!
(voci maschili)
Corifeo
Avanti il coro avanti
anche le Càriti invita inoltre
la stessa Artemide benevolo
il gemello Ièo corifeo
nonché Bacco il dio di Nisa
cui gli occhi lampeggiano
fra le sue Mènadi e Zeus
che del fulmine avvampa
e ancora la sua beata
possente consorte: infine
le divinità che non immemori
prenderemo testimoni
di questa pace che rasserena.
La dobbiamo a Cìpride.
Spartano
Lasciando l’amato
Taìgeto accorri o Musa
spartana vieni
a celebrare il dio di Amicle
da noi adorato e la Signora
dalla bronza dimora nonché
i Tindàridi valorosi che sulle rive
dell’Euròta scherzano.
Muoviti dunque
con passo leggero salta:
noi celebriamo Sparta
cui piacciono i cori
degli dei e il battere
dei piedi quando simili
a puledre lungo l’Eurota
saltano le fanciulle
fitta polvere levando
coi piedi le chiome agitando
come fossero Baccanti
che sfrenate brandiscono
il tirso. Guidi il coro
la santa figlia di Leda
meravigliosa.
Corifea:
Via annòdati i capelli con la mano
salta sui piedi come fossi cerva
batti il tempo per la danza: la fortissima guerriera
ancora canta la dea dal tempio di bronzo
…..
(Si ritorna alla sala prove)
Attrice: Questo era il nostro sogno, potete biasimarci?
Attrice: No, non possono farlo, eppure non parlano.
Attore 1: Sì, mi piace
Attore 2 : Non so, c’è qualcosa che non mi convince. Ci penso a casa.
Attore 3: E’ ora di andare. Sì, dai! Ci vediamo dopodomani. Pensateci, che dobbiamo prendere una decisione. Ciao a tutti! (si salutano e uscendo si creano dei piccoli gruppetti; brusio generale)
Attore 4: Ciao! A me comunque non mi convince. Cosa fai dopo?
Attore 5 : Guardo la partita
(rimangono alcune ragazze)
Att: Sparano ancora, senti?
Att: Tutti voi continuerete a colpire provocando una striscia di sangue infinita, fino al giorno in cui qualcuno non deciderà che dobbiamo smettere. Tutti.
Att: Ché abbiamo le mani così sporche di sangue da provarne nausea, nausea di tutti i morti, e piangere, no, non sul cadavere dei nostri figli, ma su quello del nostro nemico.
Mi accompagni? Il coprifuoco sta per finire.
Sì, dove andiamo?
Devo andare a prendere mio fratello a scuola.
Non può tornare da solo. Mio fratello lo fa’!
Vallo a dire a mia madre!